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	<title>Codex Archivi - Giovanni Anfuso</title>
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	<title>Codex Archivi - Giovanni Anfuso</title>
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		<title>MCP, la tecnologia di cui pochi parlano, ma che potrebbe cambiare il lavoro degli sviluppatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 08:26:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intellicenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Cloude Code]]></category>
		<category><![CDATA[Codex]]></category>
		<category><![CDATA[LLM]]></category>
		<category><![CDATA[MCP]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Model Context Protocol (MCP), come funziona e perché sta diventando lo standard per collegare l'Intelligenza Artificiale alle applicazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giovannianfuso.it/mcp-la-tecnologia-di-cui-pochi-parlano-ma-che-potrebbe-cambiare-il-lavoro-degli-sviluppatori/">MCP, la tecnologia di cui pochi parlano, ma che potrebbe cambiare il lavoro degli sviluppatori</a> proviene da <a href="https://www.giovannianfuso.it">Giovanni Anfuso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni abbiamo assistito a un&#8217;evoluzione incredibile dell&#8217;Intelligenza Artificiale. <br>Prima sono arrivati i chatbot, poi gli assistenti di sviluppo come GitHub Copilot e oggi siamo entrati nell&#8217;era degli AI Agent, sistemi capaci non solo di rispondere a domande, ma anche di interagire con strumenti esterni, database, repository Git, CRM e applicazioni aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario sta emergendo uno standard destinato a diventare sempre più importante: <strong>Model Context Protocol (MCP)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se oggi se ne parla ancora poco, nei prossimi anni sarà probabilmente uno dei concetti fondamentali per chi sviluppa software.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il Model Context Protocol</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Model Context Protocol</strong>, abbreviato in <strong>MCP</strong>, è un protocollo aperto progettato per consentire ai modelli di Intelligenza Artificiale di comunicare in modo standardizzato con applicazioni, servizi e fonti dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In parole povere, rappresenta un linguaggio comune tra un modello AI e gli strumenti che utilizziamo ogni giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Facciamo qualche esempio e immaginiamo di voler chiedere a un assistente AI:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Mostrami tutti gli ordini effettuati oggi dal cliente Rossi.&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza MCP l&#8217;assistente dovrebbe conoscere ogni singola API del gestionale, sapere come autenticarsi, interpretare le risposte e gestire ogni integrazione in maniera personalizzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con MCP, invece, tutto questo viene standardizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;AI non deve conoscere ogni applicazione nel dettaglio: utilizza un protocollo condiviso per dialogare con qualsiasi servizio compatibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché nasce MCP</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a poco tempo fa ogni integrazione con un modello linguistico richiedeva codice dedicato.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ogni software esponeva API differenti.</li>



<li>Ogni autenticazione seguiva regole diverse.</li>



<li>Ogni risposta aveva un formato differente.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quale era il risultato: molto tempo dedicato allo sviluppo delle integrazioni e pochissima riusabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Model Context Protocol nasce proprio per eliminare questo problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come HTTP ha standardizzato la comunicazione tra browser e server web, MCP punta a standardizzare il dialogo tra Intelligenza Artificiale e applicazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il funzionamento è veramente semplice, da una parte troviamo il modello AI, dall&#8217;altra uno o più server MCP che espongono strumenti, dati e funzionalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando l&#8217;utente formula una richiesta, il modello può:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>interrogare un database;</li>



<li>leggere documentazione;</li>



<li>consultare un CRM;</li>



<li>effettuare ricerche in un repository Git;</li>



<li>leggere file locali;</li>



<li>interrogare API REST;</li>



<li>recuperare dati aziendali;</li>



<li>eseguire determinate operazioni autorizzate.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello non improvvisa, sa conosce quali strumenti sono disponibili e li utilizza seguendo un protocollo condiviso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo rende il comportamento molto più prevedibile rispetto alle integrazioni costruite completamente su misura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Facciamo un esempio reale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Immaginiamo un&#8217;azienda che possiede:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>un CRM;</li>



<li>un ERP;</li>



<li>un database clienti;</li>



<li>un sistema documentale;</li>



<li>un repository Git;</li>



<li>una piattaforma di ticketing.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sappiamo bene che oggi per permettere a un assistente AI di dialogare con tutti questi sistemi, bisognerebbe sviluppare numerose integrazioni personalizzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con MCP ciascun sistema può esporre le proprie funzionalità come strumenti standardizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assistente AI sarà quindi in grado di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>recuperare dati;</li>



<li>confrontare informazioni;</li>



<li>produrre report;</li>



<li>generare documentazione;</li>



<li>assistere operatori e sviluppatori.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutto senza dover reinventare ogni volta la logica di integrazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché gli sviluppatori dovrebbero prenderlo in considerazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Molti pensano che l&#8217;AI ridurrà il lavoro degli sviluppatori, ma la realtà è probabilmente diversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente cambierà il tipo di lavoro, sempre meno tempo verrà dedicato a scrivere codice ripetitivo ma sempre più tempo sarà dedicato a progettare architetture, definire flussi, integrare sistemi e costruire strumenti che possano essere utilizzati dall&#8217;Intelligenza Artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto conoscere MCP rappresenterà un vantaggio competitivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">MCP e i linguaggi di programmazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle caratteristiche più interessanti del protocollo è che non dipende dal linguaggio utilizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È possibile creare server MCP utilizzando:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>PHP;</li>



<li>C# e .NET;</li>



<li>Java;</li>



<li>JavaScript e Node.js;</li>



<li>Python;</li>



<li>Go;</li>



<li>Rust.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che anche applicazioni esistenti possono essere rese compatibili senza dover essere completamente riscritte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alcuni possibili scenari</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le possibilità sono davvero numerose, ad esempio (cito linguaggi e piattaforme che conosco meglio 🙂 ) un sito Drupal potrebbe consentire a un assistente AI di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>creare contenuti;</li>



<li>cercare articoli;</li>



<li>modificare pagine;</li>



<li>interrogare Views;</li>



<li>recuperare statistiche.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;applicazione ASP.NET potrebbe permettere di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>interrogare un database;</li>



<li>gestire utenti;</li>



<li>generare report;</li>



<li>consultare documenti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un gestionale PHP potrebbe consentire di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>verificare ordini;</li>



<li>controllare disponibilità di magazzino;</li>



<li>preparare preventivi;</li>



<li>consultare fatture.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto attraverso un unico standard.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro degli AI Agent</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre più aziende stanno investendo negli AI Agent, la differenza rispetto ai chatbot tradizionali è enorme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un chatbot risponde, un AI Agent lavora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può utilizzare strumenti, prendere decisioni entro i limiti stabiliti, recuperare informazioni e collaborare con altri sistemi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per funzionare in modo efficace, però, ha bisogno di un modo standard per accedere alle informazioni ed è proprio qui che entra in gioco MCP.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vale la pena studiarlo oggi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo me sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo in una fase simile a quella vissuta con le API REST circa quindici anni fa (o poco più), all&#8217;inizio sembravano una tecnologia destinata a pochi, oggi sono presenti praticamente in ogni applicazione moderna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È probabile che il Model Context Protocol segua un percorso simile, non sostituirà le API tradizionali, ma diventerà uno strato che renderà molto più semplice collegare i modelli di Intelligenza Artificiale ai software che utilizziamo ogni giorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni e considerazioni personali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Intelligenza Artificiale non sta cambiando soltanto il modo in cui scriviamo codice, sta cambiando il modo in cui le applicazioni comunicano tra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che il Model Context Protocol rappresenta uno dei primi tentativi concreti di definire uno standard condiviso tra AI e software.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo sostengo che per chi sviluppa applicazioni, conoscere MCP oggi significa prepararsi a una trasformazione che è già iniziata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come accaduto con il cloud, Docker, Kubernetes e le API REST, chi inizierà a sperimentarlo fin da subito avrà probabilmente un vantaggio quando questa tecnologia diventerà parte integrante dello sviluppo software quotidiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalmente credo che nei prossimi anni sentiremo parlare sempre meno di semplici chatbot e sempre più di applicazioni progettate fin dall&#8217;inizio per collaborare con modelli di Intelligenza Artificiale attraverso protocolli standard come MCP.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giovannianfuso.it/mcp-la-tecnologia-di-cui-pochi-parlano-ma-che-potrebbe-cambiare-il-lavoro-degli-sviluppatori/">MCP, la tecnologia di cui pochi parlano, ma che potrebbe cambiare il lavoro degli sviluppatori</a> proviene da <a href="https://www.giovannianfuso.it">Giovanni Anfuso</a>.</p>
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